lunedì 16 marzo 2009

Dolore

Mi sono chiuso il pisello in un cassetto.
Non so come ho fatto ma questo è il risultato.
E’ il degno coronamento di uno dei miei “periodi di sangue”.
Di solito vado a strisce, per un po’ non mi faccio nulla poi comincio con un taglio di coltello nel polpastrello, grattugiamento di ginocchio contro uno scoglio, distorsione alla caviglia, trauma costale facendo un tuffo eccetera, in un’escalation che di solito mi porta al pronto soccorso.
Poi mi calmo e attendo il periodo di sangue successivo.
Dovevo capirlo ieri quando per tirare ad un polpo mi sono sparato un colpo di cinque punte su una pinna.
Non so comè andata, insomma ero lì appena alzato e mi sono spogliato per cambiarmi , il babbo ed il cuoco erano a terra per portare il Signor B. al Golf e comprare i giornali, Gazzetta dello sport e nuova Sardegna.
Io mi godevo il momento di intimità e giravo per la cabina nudo con il bimbo un po’ barzotto, ho aperto il cassettone sotto al letto ho tirato fuori mutande, pantaloncini e maglietta con su scritto GALATEIA Y.C.I. e li ho stesi sul letto.
Poi mi sono sporto per prendere un Mister No che mi era caduto di mano addormentandomi e mi sono trovato con le cosce a contrasto con il bordo del letto, per qualche malsano motivo ho piegato le ginocchia e colpito il cassetto con le gambe.
In trappola.
Dolore mostruoso e sensazione di cesoiamento, sento talmente tanto male che non riesco a ragionare, il cassetto è chiuso quasi del tutto e non riesco ad infilare le mani nelle maniglie perché non le vedo.
Resto così per un tempo indefinito ed intanto sento che quello che è rimasto dentro, sempre che sia attaccato, comincia a gonfiarsi. Gioco il tutto per tutto, artiglio il bordo del cassetto con le unghie e scavando come un tasso riesco a scostare un po’ la tagliola.
Ho quasi risolto il problema principale che è quello di non farmi trovare da mio padre mentre mi accoppio con un mobile, cosa che non mi sarei mai perdonato.
Sfilo il flauto dalla custodia e valuto i danni.
Non sanguina ed è sempre intero però la punta mi pulsa ed è nero bluastra, non penso sia un bel segno.
Mentre ululo la frustrazione di non essere arrivato sano al mio primo rapporto sessuale zampetto in cucina alla ricerca di ghiaccio, penso a come sarà strano se me lo dovessero accorciare.
Mi vengono davanti agli occhi le mani senza falangi di Carlambrò, l’amico falegname di mio padre e piango nel silenzio della barca.
Mi ritrovano a letto con il lenzuolo tirato fin sotto al mento.
“ Cost’ à ninin, T stà mal?”
“ ‘Am fà mal la pancia , à dorm un pò”
Basta cassetti, da ora in poi solo scaffali.

1 commento:

  1. Mi viene in mente quella barzelletta che finisce con il tipo che dice "stavo cercando di incularmi la mucca tanto" perche' la storia era assurda.
    Comunque il bimbo si e' ripreso bene!

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